Mama Natura Kondus Pakistan

Spedizione Pakistan 2019
Dopo aver ammirato quelle straordinarie torri, il nostro gruppo — composto da Max Faletti, Matteo Della Bordella, Maurizio Giordani e David Jonathan Hall — ha deciso di partire per andare a cercarle. Raggiunta quota 5400 metri, ci siamo però resi conto che erano pressoché irraggiungibili, a causa delle condizioni estremamente pericolose del ghiacciaio, dove dopo 3 tentativi, abbiamo assistito a imponenti scariche di seracchi.
Come alternativa, abbiamo deciso di aprire una nuova via su una parete di circa 900 metri, che abbiamo battezzato Ellison Peak, in memoria di una grande alpinista, madre di Tom Ballard. La cima si eleva fino a circa 5600 metri: una salita di “ripiego”, forse, ma di altissimo livello. La montagna si presentava come una gigantesca nave, con la sua torre di controllo in vetta.
Siamo arrivati alla base della torretta sommitale — alta circa tre tiri — dove avremmo dovuto utilizzare il pianta spit a mano, vista la totale assenza di fessure. L’avvicinamento lo abbiamo affrontato con poco materiale: due set di friend, un n°4, e nient’altro, confidando nella discesa in doppia che Maurizio Giordani e David Jonathan Hall stavano attrezzando. Dopo cinque lunghezze, però, anche loro sono stati costretti ad abbandonare.
Le difficoltà della via si sono rivelate molto elevate, con passaggi fino al 9- / 7b+, tratti di neve e placche di 20-25 metri in piena no fall zone, e camini offwidth di grado impegnativo. Dopo un bivacco in parete, abbiamo raggiunto la cima principale, sotto una piccola torre di circa 90-100 metri, a metà della grande parete massiccia. Lì avremmo dovuto proseguire con gli spit, che però non avevamo con noi.
La discesa è stata tutt’altro che semplice: senza materiale adeguato e con i compagni che avevano rinunciato, abbiamo dovuto improvvisare corde doppie su nodi e sassi incastrati. Tornati al campo base, con il poco tempo rimasto, abbiamo deciso di tentare un’altra vetta, una montagna di 6000 metri che si ergeva proprio davanti a noi, più classica ma non meno affascinante.
Il primo giorno, con David e Matteo, siamo saliti dai 3500 metri del campo base fino a 5400 metri. Il giorno seguente, Matteo ed io abbiamo proseguito, raggiungendo 5700 metri. Lì, un forte attacco di mal di montagna mi ha costretto a scendere, mentre Matteo ha continuato in solitaria per altri 200 metri, prima di fare ritorno.
È stata un’esperienza intensa, 25 giorni di non stop un viaggio fatto di fatica, imprevisti e bellezza pura.
Ringrazio la montagna, sempre maestra e custode dei nostri limiti.

Anno apertura:

14/15 luglio 2019

Apritori:

Matteo della Bordella Massimo Faletti

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